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Da
qualche mese Nils aveva ordinato la sua nuova Stealth all'organizzazione
inglese del progettista Trevor Bamforth. La sua scelta è
stata difficile viste le barche che sono comparse a Roma
nell'ultimo periodo grazie a Francy e Charly, due nostri
cari amici. Questi, alla ricerca del "mezzo" migliore,
hanno acquistato una Stealth vincente, una Isis e infine
anche una Topiko blasonata e, visti i risultati nelle ragate
di allenamento, ci dovrebbero essere riusciti.
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Il
leggendario Francy |
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La mascotte
del gruppo: Robertino |
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Nils, in questo panorama di alto livello, ha deciso per
una Stealth nuova di zecca e con tutto il mio assenso
(ne possiedo una anch'io, anche se ormai un po' vecchiotta).
Sentendo la stessa esigenza di un cambio barca, dopo aver
fatto un'indagine a tutto campo con i migliori skypper italiani,
mi sono fato affascinare dall'idea di provare una MKII,
l'evoluzione della Stealth che, per la prima volta, il progettista/costruttore
Bamforth, ha acconsentito di far realizzare da un laboratorio
italiano di Firenze. La Stealth di Nils non ha bisogno di
presentazioni particolari perchè ha scelto una barca
altamente affidabile, stabile e che perdona molti errori
di settaggio o di conduzione. La MKII invece sperimenta
alcune varianti volute da Trevor nel baglio massimo, nel
volume di prua e nell'uscita d'acqua posteriore.
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La
Stealth |
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La
MKII |
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Dopo mesi di attesa, di e-Mail di sollecito e di ansia palpabile,
sabato 31 marzo i due amici si sono ritrovati involontariamente
a poter mettere in acqua le due nuove barche. E' bastato
un incontro del giorno prima, qualche telefonata e la giornata
del varo è stata confermata al laghetto di Tor di
Quinto al centro di Roma.
Io sono arrivato relativamente presto con la "creatura"
nella borsa e l'aria preannunciava una buona brezza. Sole,
cani con relativi padroni al guinzaglio e... molta gente.
Stranamente c'erano più persone del solito ma il
dubbio è stato fugato appena arriva un furgone che
scarica transenne ed attrezzature per l'ennesima manifestazione
di podismo dilettantistico nazionale. In attesa degli altri
amici comincio a montare la barca e poi l'armo e riscontro
con piacere che il tutto sembra efficiente. Le vele di manifattura
Puthod sono belle e ben tese... due lame. La barca, fedelmente
bianca, si presenta completa e funzionante e non resisto
alla tentazione di metterla in acqua per qualche prova insieme
al piccolo Luca che portava una barca giocattolo molto bella.
La cura e l'attenzione che il bambino dedicava alla sua
barchetta erano identiche alle mie verso la barca professionale
e questo mi ha riempito il cuore conscio della passione
che prende corpo nei giovani di fronte al mistero della
vela. C'era anche Gianni con la sua nuova moto d'acqua e
le evoluzioni sono state incredibili... Grande Gianni.
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La
MKII ancora solitaria |
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La
Moto di Gianni |
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La barca va e l'ho lasciata andare ma soltanto il confronto
con altre poteva darmi qualche risposta concreta. In breve
arriva l'esperto Francy che mette in acqua la sua Topiko.
Una barca difficile a detta di tanti esperti ma il buon
Francy l'ha domata presto visto come riesce a farla andare.
Facciamo le prime prove e l'MKII non riesce a tener testa
alla Topiko e solo dopo una messa a punto di Francy comincia
a dare i primi segni positivi. Mi rendo conto di essere
un po' arrugginito e seguo l'amico fedele in tutte le sue
considerazioni e modifiche. Arrivano altri amici: Riccardo,
Robertino e Charly con la sua Isis...finalmente. In breve,
dopo alcune altre prove di navigazione, mettiamo le boe
e cominciamo con qualche partenza. La MKII ancora non risponde
al meglio pur restando dietro soltanto a Francy e a Charly
(e un paio di volte anche dietro al baldo Robertino). Charly
con la Isis ingaggia numerosi duelli col papà con
la Topiko e vederli andare verso il traguardo è stata
un'emozione forte.
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Prima
di una partenza |
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Girotondi
nervosi |
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Scatta
il count down |
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...
e le creature filano felici. |
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Conosco Stefano, un nuovo amico composto e silenzioso e,
vedendolo interessato ed esperto, gli propongo di settare
l'MKII. Con fare lento e metodico, cazza, lasca e stira
e presenta un settaggio perfetto, forse per un vento più
teso, ma intuisco che lui voleva sfruttare proprio le folate
tese che si intervallavano sempre più spesso. Un
buon intuito sul vento... lo sentiva a pelle. Proprio con
quel settaggio e quel vento riesco ad andare meglio e dopo
aver moderato l'assetto con un pizzico di grasso qua e là,
ho "sentito" la nuova barca per la prima volta.
Un nuovo regolamente della trasmittente, forse troppo sensibile,
mi consente di essere micrometrico e il buon Francy mi aiuterà
ad otimizzarlo.
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Riccardo
e Stefano (da sx) |
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Gianni
e la sua dolce compagna |
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L'altoparlante spara le classifiche e le cronache delle
corse podistiche e superiamo l'ora dello snack. Solo allora
arriva Nils. Eccitato e concitato saluta, prepara, monta
e rimonta finchè anche lui non entra in acqua. Direte
ma che varo e varo senza lo champagne prima dell'acqua...
ma soltanto chi vive questo sport può capire l'adrenalina
di essere in acqua prima possibile. Ogni istante a secco
è come una goccia di sangue in meno finchè,
poggiando la barca in acqua e imbracciando la trasmittente,
il flusso della realtà comincia ad andare al rallentatore.
La vedi che và leggera ed elegante, osservi la sua
scia e dai uno sguardo alle vele. La poni di bolina e controlli
il grasso. La mandi di traverso al sole e guardi il riflesso
sulla randa e sul fiocco. Poi lei stessa ti manda un messaggio
“sono pronta” e lo sguardo va intorno alla ricerca
delle sorelle, degli avversari, delle boe e della linea
di partenza. La motion ritorna al tempo reale e la carica
è al massimo...Inizia la regata!!!...Che emozioni,
sane belle, forti, profonde… e ce le chiamano “barchette”…:-(
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La
mitica Red Bull di papà Riccardo.... |
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...in
lotta con la Black Devil di Robertino |
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Nils
appena arrivato parte in quarta e la sua Stealth risulta
più che efficiente. Il suo manico è valido
come sempre ma sembra che con la nuova barca sia più
concreto del solito. Nella prima regata di prova è
indiscutibilmente primo con un bordo di vantaggio sulle
altre barche. Io mi ero distratto con altri amici e vedendo
questo exploit corro da Stefano per misurarmi con la Stelath…
Il confronto del giorno. Partenze buone per entrambi, andature
sostenute sugli altri e paritetiche. Bordi in cui la Stealth
sopravanzava e bordi dove l’MK2 accellerava. Entrambi
vediamo con grande passione le barche procedere con andature
simili ed alterne con sorpassi corretti e boe perfette.
La brezza ci aiuta e riusciamo a fare un bel po’ di
bordi con arrivi al cardiopalma, sul filo di lana ma…
prevale la Stealth. Alcuni amici erano già andati
via da un po’ ed altri stavano andando. La stanchezza
comincia a farsi sentire e le prove continuano alternandoci
al comando delle barche.
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La
splendida nuova Stealth diNils... |
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...
mentre disegna arabeschi sull'acqua al crepuscolo. |
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Quando il sole era ormai al lumicino, ricordo di aver messo
la bottiglia di prosecco in acqua per tenerla fresca e con
dolcini vari organizziamo, anche se in netto ritardo e contro
qualsiasi regolare programma di varo, brindisi e fotografie
di rito. Le potete vedere e cercare di osservare le espressioni
di ognuno ma vi assicuro che quello che abbiamo provato
io e Nils in questa giornata, non c’è nessuna
foto che possa renderne l’idea.
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| Da
SX: Nils, Carmine, Stefano, Robertino, Riccardo e Alessandro
che scatta.... |
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Nils
e Carmine |
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Nils
e Alessandro |
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Carmine
che bagna la sua nuova MKII.... |
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....
e Nils procede con passione. |
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AD
MAJORA
amico Nils con il sincero augurio di grandi successi di cui
il più grande rimane quello di saper amare sul serio
questo nostro sport.
Citazione dovuta, opera del grande
Renzino Barbieri:
Finito
che ebbe il mondo, sospirando,
Iddio creò il vento
e gli diede come spose la terra e l’acqua.
Da quel selvaggio amor nacquero temporali,
venti crudeli come Scirocco e Bora
fino a sentir dire ch’era arrivata l’ora.
Ma un giorno assai lontano
Un vento, spazzando una marina,
incontrò una tela bianca come spuma,
pura come neve d’alto monte
e se ne innamorò perdutamente.
Sposandola le diede parte del suo nome
così, da vento e tela, fu battezzata “vela”.
Il seme prolifico del vento
gonfiò ancora il ventre della sua compagna
e nacquero docili ma fieri, venti di costiera
e tutti, da grandi, cercarono una tela
perché la buona stirpe più non si estinguesse
e non si lasciasse il Mondo in preda ai temporali.
Secoli e secoli se ne sono andati
e tanto s’è perduto nel Creato
ma restano due cose immacolate,
segno dell’eterno e del divino:
una donna che da vita al suo bambino
ed il vento che fa l’amor con una vela.
A
presto amici...
Vs.
Carmine
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