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POESIA...
CHE PASSIONE!
Prova
a non sorridere e a cimentarti. Chissà se anche
tu puoi...?
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Langolo della poesia? Uno spazio cultural-spirituale?
Uno schiaffo al materialismo di ognuno? No, no caro
visitatore, niente di tutto questo. La pagina che
stai visitando nasce soltanto per consentire la
crescita di fermenti letterari ed umanistici che
hanno fatto capolino nel nostro forum...
e ancora di più.
Qualcuno ha iniziato citando la poesia di un siculo
di razza, Renzino Barberi, struggente anima creativa.
Poi, in punta di piedi, altri, hanno citato e riportato...
fino a chi, momento magico, ha avuto il coraggio
di aprire i cassetti del cuore e ha voluto pubblicare
una sua poesia. Effetto dirompente e rivelatore.
Quanti hanno i cassetti gelosamente chiusi? Quanti
non hanno ancora avuto lo spiraglio mentale per
mostrare l'anima? Quanti vorrebbero e non trovano
spazio?
Per queste ragioni siamo qui a leggerci, auspicando
di poterli leggere presto.
...Apri il tuo cassetto e scrivici,
saremo lieti di ospitare i tuoi sentimenti.
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Il
vento e la vela
di Renzino Barbieri |
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Finito
che ebbe il mondo, sospirando,
Iddio creò il vento
e gli diede come spose la terra e l’acqua.
Da quel selvaggio amor nacquero temporali,
venti crudeli come Scirocco e Bora
fino a sentir dire ch’era arrivata l’ora.
Ma
un giorno assai lontano
Un vento, spazzando una marina,
incontrò una tela bianca come spuma,
pura come neve d’alto monte
e se ne innamorò perdutamente.
Sposandola le diede parte del suo nome
così, da vento e tela, fu battezzata “vela”.
Il
seme prolifico del vento
gonfiò ancora il ventre della sua compagna
e nacquero docili ma fieri, venti di costiera
e tutti, da grandi, cercarono una tela
perché la buona stirpe più non si estinguesse
e non si lasciasse il Mondo in preda ai temporali.
Secoli
e secoli se ne sono andati
e tanto s’è perduto nel Creato
ma restano due cose immacolate,
segno dell’eterno e del divino:
una donna che da vita al suo bambino
ed il vento che fa l’amor con una vela. |
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Gabbiani
poesia visiva
di Gian Paolo Bandini |
VENTI
di Lydia Tedeschi |
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A
raffiche, a singhiozzo,
venti stregati di Maestro,
venti di ponente o di levante,
venticelli intriganti di laguna
venti di fortuna.
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Adesso
basta! Ve ne racconto una
Ma che dico... cento
perchè, tante volte, non se ne viene nessuna.
Solo lei è capace di arrivare a tanto.
Faceva
caldo, sia dentro che fuori,
si sentiva il mare sotto la pelle
e mentre il sole illuminava i cuori
mano in mano s'entrava nell'onde di stelle.
C'era
gente ma non c'era nessuno
e mentre l'acqua ci accoglieva in grembo
la sentivo solo mia, in mezzo a ognuno.
La tocco, la carezzo
e quando tra la mia mano e lei c'era ancora mare
già in tutto il corpo sentivo il suo piacere.
L`abbraccio,
la strofino a me,
i ventri esplodono nell'ímmenso
e mentre lei fa finta di recedere
la scopro vibrante in ogni suo senso.
Turgido
rispondo ai toccamenti,
alle timide richieste dai connotati ardenti
e mentre sto li per possedere,
un onda offesa scioglie ridendo tutto il nostro
piacere.
Non
mi crederete, non c'è stato sesso
ma io solo so che l'ho presa lo stesso.
E lei pure, dolce e gabbata
torna con me a riva ancor più innamorata.
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Al
mare
di Mino Cerri |
RIFLESSIONI
SULLA RIVA DEL MARE
di
Paolo Traversi
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Puoi
tu contare le onde
che il mare instancabile sospinge
a frangersi spumeggianti sulle spiagge,
o a cadere rotolandosi sulle secche
insidiose dei bassi fondali?
Il rumore continuo del mare lacerato
accompagna il vento, che gli arbusti
accarezza piegando, ed i fiori
sulla duna fa ondeggiare, senza
che lo stelo tenue spezzi.
Cosi i molteplici problemi della vita
a fitte schiere ti assalgono
e ad essi, come gli arbusti al vento,
ti devi piegare, per rialzarti ogni volta
da una nuova cicatrice segnato.
Ma
come l' onda, lontano dalla riva
improvvisa si rompe, sullo scoglio nascosto,
così il destino a volte colpisce,
duro, senza preavviso alcuno.
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Si
dice che è la festa degli innamorati
e l’hanno chiamata S. Valentino
ma anche se si è tanto navigati
bisogna viverla con gli occhi di un bambino.
Sgranati
sulla compagna, la propria amata,
Scoprendo anche qualche piccola ruga,
oggi guardi con passione dimenticata
e ogni dubbio vien messo in fuga.
Quanti
al mondo vorrebbero questo?
Noi occidentali, illusi di un mondo così
bello,
ignoriamo che nella savana, al mattino presto
anche un uomo scuro oggi dona un tenero ramoscello.
Una
mamma al suo fidanzatino
Un papà alla sua piccola fidanzata
Basta sentir un po’ d’amore sopraffino
Che la festa nel cuor è assicurata.
Quanto
ce n’è sulla terra di questo “amare”?
In quanti angoli sperduti e avventurosi?
Anche tentando non si può misurare
Perché è fatto di piccoli lampi luminosi.
Provo
a salire in alto, nella stratosfera
E di queste piccole luci di passione
vedo l’intero mondo scintillar di sera,
ovunque sparsi senza interruzione.
Da
lassù, tanto in alto, quasi marziano
Mi tuffo ora in pazzesca picchiata
Fendendo l’aria e sempre meno lontano
Su questo pianeta di gente innamorata
Vedo
l’Africa, l’Europa e il mar di mezzo,
Lo stivale nella sua larghezza
Poi Roma ferita dal suo fiume grezzo,
sempre più veloce nella fresca brezza.
Ho
paura! Forse la testa mi si sfracella
Ma in un istante e forse per magia
Atterro lieve come una farfalla
Sulle labbra dell’amata mia.
Lei
non se n’è accorta distratta e un po’
annoiata
Ed io frastornato ma anche malandrino
Le dono una piccola stella al ciel rubata
E le auguro Buon S. Valentino
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S.
Valentino
di Mino Cerri |
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