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CROAZIA.
Una parola trasparente come l’acqua del mare più
pulita e fresca che si possa immaginare. Un mito crescente
che ti trasporta nella leggerezza delle vacanze. Un sogno
metropolitano che s’impone prepotentemente nei mesi
precedenti all’estate. Un brivido di sensualità
balcanica dai connotati deliziosamente occidentali. Gambe
tornite e lunghissime su cui occhi maliardi ti frastornano
in ogni angolo e lasciano intuire caratteri forti e sofferti.
Un’immagine di isole infinite che si ripetono in
un rosario continuo per centinaia di chilometri. Calette
morbide, dolci e fresche del vento slavo. Montagne imponenti
della costa che difendono una terra da poco martoriata,
quasi a preservarne la sua natura dalle mille pulsioni.
Paesini incantati, fermi nel tempo, ognuno con il suo
porto ben difeso dalle scanalature profonde che il mare
ha scavato nei secoli. Strade tortuose e a volte appena
accennate che si snodano in tutte le direzioni, in ogni
isola, verso ogni angolo delle sue coste rocciose. |
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| Un
tramonto indiscutibilmente bello |
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Acque
cristalline che partoriscono continuamente sinuose dee |
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| Meravigliose
cascate fotografate da Loredana e Francesco... |
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...e
angoli incontaminati gelosamente custoditi |
| Cascate
miracolose che scrosciano per chilometri saltellando sulle
pieghe di colline incontaminate. Boschi, pianure, marine,
dirupi e piccoli golfi, picchi arditi e verdi valli, intere
montagne di preziosa pietra bianca, tagliata pazientemente
per costruire case, palazzi e usata a profusione addirittura
nella bianca casa di Washington. Gentilezza e professionalità
nei servizi migliori e burbera concretezza nel quotidiano.
Riservatezza gentile un po’ paurosa dell’intrusione
temporanea dei turisti, quasi a non veder l’ora
di tornare al silenzio invernale. Artigianato interessante
dalle forme barocche e rigide dell’influenza veneziana
e di quella ortodossa. Barche, traghetti e navi che brulicano
tra un isola e l’altra in un forsennato andirivieni
che ti rende padrone di tutto il territorio. Evidenti
tracce del romano impero ben tenute ed utilizzate appieno
in una serie di vicoli in antico selciato con gazebo e
punti di ristoro coloratissimi. Mercati di un tempo dove
la genuinità la fa da padrone; dove i costumi delle
anziane venditrici ti riportano ad angoli invisibili di
terre coltivate tutt’intorno ai grandi e piccoli
centri abitati. |
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| Un
angolo dell'antica Roma nel centro di Split |
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Ci
è sembrato di essere cesari conquistatori |
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| Il
bravo e timido Janich, amico pescatore di Bol |
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Un
brigantino approda e non perdo lo spettacolo |
Una
lingua sconosciuta, totalmente diversa dalla nostra, ben
alternata da un onnipresente inglese parlato da tutti
i ceti sociali. Una moneta ancora povera (kuna) intervallata
da un Euro tradotto onestamente ma, nei concentrati ritrovi
più vacanzieri, per prezzi vicini alla Roma dei
nostri giorni. Nel resto del territorio, ovunque si spenda,
sembra di ritornare indietro di 20/30 anni con cene succulente
a 15 €, passeggiata a pesca con marinaio a 20 €
o escursioni giornaliere con grigliata di pesce fresco
a bordo a 35 €. |
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Uno
scorcio rubato alla città |
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La
corte di un palazzo dagli antichi fasti al centro di Split |
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| Il
campanile della basilica al centro del sito archeologico |
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Un
prezioso raggio di sole al suo interno |
Vino
forte, anzi fortissimo nato da vitigni robusti, spesso
cresciuti bassi sul terreno sotto un sole quasi siciliano.
Liquori artigianali anch’essi molto forti dai
mille colori e dai mille aromi. Imprese familiari di
ogni tipo espongono senza veli legami profondi e spontanei
tra genitori e figli, fratelli e sorelle concentrati
nello sforzo quotidiano. Terraferma con isole di fronte
a loro volta con isole di fronte che creano canali di
mare con onde discrete e vento. Vento fresco e continuo
che lancia in aria paracadute trainati da scie bianche.
Vele coloratissime che trainano tavole minuscole ed
acrobatiche a centinaia, migliaia in un forsennato andirivieni
incontro al sole. Bol ti fa sentire a Positano mentre
Hvar rischia di surclassare la nostra Capri. I vicoli
di Split somigliano alla Roma del Ghetto e le barche
blasonate che nutrono le coste ovunque, danno il sapore
della Portofino
dei tempi migliori.
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| Un
vicoletto dalla magica luce |
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La
stessa tecnica del Pantheon di Roma in versione croata |
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| Ancora
l'antica Roma |
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La
porta romana del mercato |
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| L'arrivo
a Hvar, la Capri dell'Adriatico |
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La
tranquilla Sumartin all'estrema punta orientale dell'isola
di Brach |
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| Zlatni-Rat
(il Corno d'oro) la più famosa lingua di sabbia
croata... e la mia Patty |
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Volete
fare una vacanza in questo faro... E' possibile! |
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| Il
porticciolo di Milna all'estrema punta occidentale dell'isola |
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A
Split le crociere blasonate |
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| L'Elaphusa
che ci ha ospitato... |
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...
e Nina ... leggiadro esempio di classe e professionalità |
Croazia:
non la conoscevo e non la conosco ma, maliarda e modesta,
ha inferto un colpo delicato alle mie sensazioni, rendendo
nuova la voglia di posti sconosciuti......
Per questo intendo tornarci. |
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