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Sono
tornato da pochi giorni da un bellissimo viaggio in Brasile,
a Salvador de Bahia, terra protagonista di una nutrita
letteratura come nei più bei racconti di Jorge
Amado, illustre "cuore nero" del Brasile.
Rientrato al lavoro stavo raccontando le mie impressioni
all’amico Carmine che, a lungo attento ad ascoltarmi,
ad un certo punto mi interrompe e in poche parole mi dice:
“perché non ne scrivi su Internet?”….
Lì per lì sono rimasto spiazzato ma poi,
riflettendo incuriosito, ho avvertito uno slancio interiore,
una spinta inusuale e in breve ho deciso di accettare.
Lo slancio provato mi è apparso come possibilità
di condividere le mie emozioni con altre persone; poter
donare ad altri, al meglio possibile, tutto quello che
questa esperienza mi ha lasciato dentro.
Cimentandomi ho evitato accuratamente di stilare una guida
turistica del paese di cui Internet e librerie sono piene
e mi sono scoperto, con grande piacere, a rivivere il
viaggio “dentro di me”, come il remake
di un film già visto, riscoperto in ogni suo particolare,
puntualmente accompagnato dai colori, dai profumi e dalla
spontaneità di luoghi così straordinari.
Il
viaggio è durato solo 15 giorni ma ha lasciato
nei miei ricordi tracce indelebili e una gran voglia di
tornare per continuare “ l’esplorazione”
di quel meraviglioso paese… appena iniziata. Si,
perché il Brasile è soprattutto questo,
“una gran voglia di tornare!” |
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| La
spiaggia incantata di Alagoas Beach (foto
dell'autore) |

Bahia
pubblicizzata nel WEB |
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Non
vi nascondo che nei giorni immediatamente precedenti la
partenza, con Stefano, amico e compagno di viaggio, si
provava un certo disagio dicendo a qualcuno che stavamo
per partire per il Brasile perché la risposta era
sempre, puntualmente la stessa: “ ah, donne, sole,
sesso…”, e questo, alla fine, ci faceva provare
un certo imbarazzo. Io il Brasile già lo conoscevo,
ero stato lì per un mese e mezzo con i miei quando
avevo quindici anni ( ora ne ho trentasei, a voi i conti…).
Lo avevo girato quasi tutto e lo ricordavo come uno dei
posti più belli visti nella mia vita ma quei ricordi
poi sono stati appannati dalle vicende di cronaca e dai
dozzinali commenti televisivi che lo hanno stigmatizzato
solo come mèta di un turismo sessuale sfrenato,
di donne dai costumi fin troppo facili, derubandolo così
della sua vera identità. |
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Il
Brasile, Bahia, è tutt’altro. Il turismo
sessuale c’e’ e sarebbe ipocrita ed anacronistico
negarlo, ma rappresenta solo il degenerato contributo
che la nostra cosiddetta “ società civile
“ sta dando ad un paese nel quale, come in tanti
altri, esiste una larga fascia della popolazione che vive
in stato di profonda povertà e di questo stato
“si approfitta e si abusa”.
Si approfitta di quella gente perché, in un luogo
dove lo stipendio medio mensile è di 120 euro e
molte persone vivono in baracche di mattoni coperte da
una lamiera in Eternit, è facile vedere nel turista
un’icona di benessere e una speranza di evasione
dal proprio stato, anche se circoscritta a pochi giorni.
Si abusa di una cultura che, attraverso secoli e varie
dominazioni, ha acquisito, un po’ per difesa e un
po’ per assuefazione, un atteggiamento molto aperto,
cordiale e spontaneo nei rapporti interpersonali.
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| Foto
di archivio WEB |
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Nello
stato di Bahia, sin dal 1500, si sono susseguite dominazioni
Portoghesi e Olandesi e sono stati importati migliaia
di schiavi di colore dall’Africa e dalle altre colonie
caraibiche. Su questi esisteva un diritto di vita e di
morte e le donne erano oggetto di prepotenze sessuali
continue da parte non solo dei loro “padroni”.
Nel corso del tempo e in quello stato di sottomissione
queste donne hanno imparato a gestire la propria femminilità
arrivando ad essere padrone di se stesse, padrone del
proprio destino gestito con una capacità di socializzazione
che le rende uniche al mondo. |
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Ma
questo e’ solo un aspetto di Bahia che comunque
viene intesa come un luogo a parte di tanti altri. C’è
infatti chi sostiene, condividendolo, che questo posto,
sia la vera essenza del Brasile e c’è invece
chi considera, come la maggior parte degli stessi Brasiliani,
che Bahia non è Brasile. Esiste quasi una forma
di razzismo, legata probabilmente alla loro carnagione
decisamente scura ed alla loro proverbiale poca voglia
di lavorare che però viene compensata ampiamente
da una propensione alla spensieratezza e ad una spontanea
giovialità. Troppo spesso per noi occidentali in
vacanza, questo aspetto è l'unico essenziale, dimenticando
troppo facilmente la vera realtà di questa gente |
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Numerosi
banchi di venditori ad ogni angolo di strada (foto
dell'autore) |
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In
quanto vi ho scritto sin’ora, secondo me, c’e’
una chiave di lettura indispensabile per decifrare questo
paese, per capire i suoi ritmi, le sue contraddizioni
e le sue bellezze.
Mentre pensavo a come impostare questo mio resoconto,
a quale scaletta di presentazione, a quale impostazione,
c’era qualcosa dentro di me che mi frenava, che
mi dava la sensazione di sbagliare… Poi ho capito…
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| Scene
di spiaggia (foto
dell'autore) |
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Scene
di strada (foto
dell'autore) |
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Contraddizioni di spiaggia (foto dell'autore) |
Questo è un paese che non si può raccontare
con i canoni occidentali, che non si può guardare,
capire, apprezzare con i canoni europei. Per capire Bahia
ci dovremmo spogliare di tutte quelle considerazioni cervellotiche
di cui siamo pieni, di quei pregiudizi, di quella presunzione
nel poter giudicare ogni luogo e cosa dall’alto
verso il basso, dalla voglia che ci è propria di
catalogare, capire, incasellare tutto. In sintesi dovremmo
scrollarci dei sedimenti che la nostra società
ed il nostro sistema di vita, col passare del tempo, ci
hanno depositato addosso quasi come una corazza d’acciaio.
A volte ce ne sentiamo protetti ma, per la maggior parte
dei casi, rappresenta una barriera tra la realtà
e il mondo delle sensazioni che ci impedisce di percepire
la vita con le sue innumerevoli sfumature. E allora chiudo
gli occhi e aspetto che le mille emozioni che ho provato
in questo viaggio affiorino, che arrivino sino alla punta
delle mie dita e le continuino a guidare sulla tastiera
del PC su cui sto scrivendo. |
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Quartiere
Pelourinho (foto dell'autore) |
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Il
vero segreto di Bahia sta essenzialmente nella sua miscela
di razze, culture, religioni e tradizioni che, nel tempo,
hanno plasmato quello che probabilmente è uno dei
popoli più belli e affascinanti del mondo incastonandolo
in un luogo dalle superbe bellezze naturali. San Salvador
de Bahia de Todos os Santos (si racconta infatti che sia
stato Amerigo Vespucci a scoprirla il I° novembre,
da qui il nome “ Tutti i Santi”), era il nome
originario datogli dai Portoghesi quando hanno scoperto
questa meravigliosa baia nella quale decisero di fondare
la prima capitale della colonia Portoghese in Brasile.
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Alagoas
Beach (foto
dell'autore) |
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E’
la città delle mille chiese, quasi tutte in stile
barocco portoghese, che si incontrano ad ogni angolo,
nascoste da altri palazzi o da facciate erose dal tempo.
All’interno si possono scoprire mille tesori come
pareti rivestite con meravigliosi azulejos ( le splendide
ceramiche colorate Portoghesi ) o addirittura con foglie
laminate d’oro (Igreja Sao Francisco al Pelourinho).
E’ la città nella quale i nostri occhi spesso
si soffermano su decadenti vestigia di antichi e sfarzosi
palazzi che attestano quanto un tempo sia stata agiata
e potente. Salvador (com’ è comunemente chiamata)
dopo la sua fondazione era infatti ben presto diventata
una ricca città grazie al commercio del cotone
e della canna da zucchero, attività che diedero
origine alla massiccia importazione di schiavi da impiegare
nelle varie coltivazioni.
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Palazzina
residenziale |
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Ascensore
per il Pelourinho |
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Avenida
Salvador |
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Dal
basso |
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Arrampicata
sulla collina che guarda la baia, si divide in due parti:
la Città Vecchia in alto, conosciuta con il famoso
nome di “ Pelourinho”, alla quale si può
accedere in macchina o attraverso un caratteristico ascensore
panoramico che parte dalla zona del porto di fronte al
Mercato Modelo, e la Città Bassa che si allarga
lungo il mare.
Essendo situata sulla collina che domina la baia, dalla
sua terrazza si ammirano le splendide isole di fronte
alla città con una vista panoramica meravigliosa.
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Il
famoso mercato Modelo(foto
dell'autore) |
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(foto
dell'autore) |
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Camminando
per le sue strade, fatte di caratteristici ciottoli, non
si può non rimanere affascinati, rapiti dai mille
colori che adornano le sue case attaccate le une alle
altre nelle quali si vanno ad incastonare un numero impressionante
di tante piccole chiese. |
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Il
Pelourinho, nominato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità,
raccoglie e preserva in se l’eredita’ di tutte
le popolazioni e le culture che si sono avvicendate a
Bahia. Con il tempo questi passaggi hanno lasciato indelebilmente
una traccia, una tradizione, un’usanza e miscelandosi
insieme hanno dato luogo ad una ricetta affascinante nella
quale, pur conoscendoli, oggi non si è più
in grado di distinguere i singoli ingredienti Camminando
per i saliscendi delle sue piccole e strette vie si ha
la sensazione di essere in molti posti allo stesso tempo.
Si incontra una piazza dominata da una bella chiesa con
artisti di strada che la popolano e si ha l’impressione
di trovarsi nella Montmartre di Parigi. Si gira un angolo
e compaiono delle consumate facciate di palazzi che evocano
le strade Cubane. Altri musicisti che suonano ritmi afro-caraibici
ci fanno correre con il pensiero ad un pezzo di Giamaica
o ad
una sorta di New Orleans. Qui si è ovunque e in
nessun posto allo stesso tempo, come sospesi in un sogno.
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Foto
dell'autore
In alto a destra: foto di archivio WEB |
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E’
una sensazione che non si può ne capire ne spiegare,
si deve solo provare. La notte poi si anima di mille luci,
colori, musiche, spettacoli. Il martedì è
una sera speciale, la serata del “ Pelo”,
e qui si vede Bahia in tutte le sue forme, nessuna esclusa,
e si respira la vera anima di questo popolo e di questa
terra. Un’anima innegabilmente orientata alla socievolezza,
alla cordialità, nella quale non ci si sente mai
fuori posto o indesiderati, basta uno sguardo, un sorriso
per trovare con questa gente un’intesa immediata. |
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Foto
di archivio WEB |
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C’è
una naturalezza nei rapporti che noi abbiamo perso, una
sincera spontaneità in ogni manifestazione che
non ci appartiene più e ci porta a riflettere.
Quello che ho ritrovato, riscoperto guardandomi intorno
e parlando con la gente, e’ un concetto che quasi
avevo dimenticato, quello della persona. Sembra banale
ma noi ormai siamo schiavi di un altro modo di vivere
impostato sulla valutazione estrema. Quando interagiamo
con qualcuno ci chiediamo chi sia, che lavoro faccia,
quanto guadagni, e da qui elaboriamo una serie di giudizi
e conclusioni. |
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A
Bahia, se ti fermi per strada o in un locale a parlare
con qualcuno, sei semplicemente una persona, povera o
ricca, istruita o meno, sei una persona e come tale degna
di considerazione.
Ed è così che camminando per le strade ti
riscopri ad accennare passi di un’ improbabile Samba
con un’ anziana signora senza minimamente avere
la pretesa che esso somigli anche lontanamente al vero
ballo brasiliano ma spogliato di quel senso di vergogna
che da noi ci avrebbe impedito quel moto spontaneo, hai
semplicemente sentito la musica e ballato ed altri guardando
te hanno fatto lo stesso.
In questo contesto si inserisce la donna Bahiana che unendo
le meravigliose fattezze dovute alla miscela di razze
e il carattere socievole e spontaneo caratteristico della
propria cultura, rappresenta l’icona di una femminilità
a noi ormai sconosciuta al cui fascino è difficile
e forse insensato resistere.
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Foto
archivio WEB - Ragazze bahiane pronte per il "carnaval" |
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Foto
dell'autore - Passi di Samba ovunque |
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Tutto
ciò che ho descritto trova la sua sublimazione,
elevata all’ennesima potenza, nel carnevale Bahiano
che, anche se meno famoso di quello che si svolge a Rio,
è sicuramente molto più caratteristico e
vicino alla vera essenza di questo paese.
Vorrei dire tanto altro ma solo un suggerimento: andate
a vedere Bahia, da viaggiatori, non da turisti. Non commettete
l’errore di voler vivere questo paese, lasciate
che sia lui a vivere voi e vi riscoprirete a provare sensazioni
ed emozioni che forse non provavate da tempo dando un
significato del tutto vostro alla Saudade, la parola che
esprime la malinconia e la nostalgia di aver lasciato
un posto così unico, provando solo uno struggente
sentimento: TORNARCI. |
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| Si
ringraziano tutti gli autori degli archivi WEB di questo
articolo, pubblicato esclusivamente a fini di diffusione
culturale. |
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